Cominciamo da
Il Telefono Azzurro
«Da 20 anni c'è, in questo Paese, un difensore dei bambini e degli adolescenti. Si chiama Telefono Azzurro ed è sempre stato in prima linea non solo nelle battaglie a tutela dei minori, ma anche nella creazione di una nuova cultura dell'infanzia». Ernesto Caffo
La storia di Telefono Azzurro comincia a Bologna, nel giugno del 1987, quando un gruppo di studiosi coordinati da Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile, pensa di creare un servizio, presente 365 giorni all'anno e 24 ore su 24, per i bambini e gli adolescenti di tutto il territorio nazionale. È il principio di una lunga avventura che dura fino a oggi.
All'inizio gli operatori di Telefono Azzurro si mettono al lavoro fornendo ascolto, accoglienza e assistenza alle emergenze di maltrattamento e all'abuso dei più piccoli. Già dopo pochi anni viene attivata una linea telefonica ("1 96 96"), di facile accesso per i giovani.
Le chiamate che giungono alle sedi di Telefono Azzurro rappresentano una situazione di disagio inquietante e di dimensioni maggiori di quelle ipotizzate: una sola linea telefonica non è più sufficiente. Così l'attività dell'Ente morale senza fini di lucro si intensifica e si specializza con strumenti informatici, tecnologici e metodologici meglio adeguati e proporzionati.
Il secondo passo è la nascita della linea dedicata agli adulti che desiderano segnalare situazioni di disagio o di abuso riguardo l'infanzia: "199 15 15 15". Il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro è oggi un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari.
La storia di Telefono Azzurro comincia a Bologna, nel giugno del 1987, quando un gruppo di studiosi coordinati da Ernesto Caffo, neuropsichiatra infantile, pensa di creare un servizio, presente 365 giorni all'anno e 24 ore su 24, per i bambini e gli adolescenti di tutto il territorio nazionale. È il principio di una lunga avventura che dura fino a oggi.
All'inizio gli operatori di Telefono Azzurro si mettono al lavoro fornendo ascolto, accoglienza e assistenza alle emergenze di maltrattamento e all'abuso dei più piccoli. Già dopo pochi anni viene attivata una linea telefonica ("1 96 96"), di facile accesso per i giovani.
Le chiamate che giungono alle sedi di Telefono Azzurro rappresentano una situazione di disagio inquietante e di dimensioni maggiori di quelle ipotizzate: una sola linea telefonica non è più sufficiente. Così l'attività dell'Ente morale senza fini di lucro si intensifica e si specializza con strumenti informatici, tecnologici e metodologici meglio adeguati e proporzionati.
Il secondo passo è la nascita della linea dedicata agli adulti che desiderano segnalare situazioni di disagio o di abuso riguardo l'infanzia: "199 15 15 15". Il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro è oggi un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati e centinaia di volontari.
Il passaggio ancora successivo è la creazione di diversi centri territoriali che collaborino con le istituzioni locali per rendere possibili interventi diretti alla prevenzione. Telefono Azzurro diventa anche ideatore di progetti. Nasce il Settore Formazione, con il compito di promuovere e divulgare la grande esperienza maturata, coinvolgendo operatori socio-sanitari e scolastici, forze dell'ordine, liberi professionisti e famiglie. E inoltre il Centro Studi che raccoglie dati a livello internazionale, promuovendo un osservatorio permanente sull'infanzia.
Passiamo a
L’Unicef
L’UNICEF, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, è un’agenzia dell’ONU fondata nel 1946 allo scopo di aiutare i bambini vittime della seconda guerra mondiale.
Da allora non è mai venuta meno l’attenzione che l’organismo sopranazionale rivolge a tutti i problemi che riguardano l’infanzia: la fame nel mondo, con le relative questioni della malnutrizione e della carenza delle più elementari condizioni igienico-sanitarie a cui vanno incontro i bambini di tanti Paesi del Terzo Mondo; lo sfruttamento del lavoro minorile, presente anche nei Paesi ricchi dell’Occidente; i disagi, di natura fisica, morale e psicologica, causati dalle guerre e dai conflitti etnico-religiosi che purtroppo continuano a combattersi anche in questo primo scorcio del nuovo secolo
Sono tanti i bambini che attualmente vivono in situazione di emergenza, vittime della miseria, delle epidemie, degli abusi sessuali, dello sfruttamento nei luoghi di lavoro, degli scontri armati, alcuni dei quali, hanno come protagonisti anche dei baby-soldati.
Di tutti questi piccoli esseri umani, indifesi e sfortunati, si prende cura l’Unicef, mediante l’invio di aiuti umanitari, la presenza diretta nei Paesi poveri, la battaglia contro l’analfabetismo ed a favore dell’istruzione e della prevenzione delle malattie, nella consapevolezza che i gravi traumi che tanti bambini subiscono oggi nel mondo possono lasciare segni indelebili non solo sul loro organismo. Ma anche e soprattutto nel loro animo.
LA TUTELA DEI DIRITTI DEI BAMBINI
Nel secolo scorso per la tutela dei diritti dei bambini sono state emanate varie ordinanze, la Società delle Nazioni ha emesso la prima Dichiarazione dei diritti del fanciullo nel 1924, poi, nel 1942 la Lega Internazionale per L’Educazione Nuova ha elaborato la Carta dell’Infanzia, nel 1959, l’ONU ha promulgato la Dichiarazione dei diritti del fanciullo, articolato in 10 gruppi.
Essa è un documento che definisce nel suo articolo1° che per fanciullo si intende ogni essere umano di età inferiore a diciotto anni, stabilisce quali sono i diritti dei bambini e che cosa si deve fare per rispettarli e attuarli, introduce rispetto al passato, una concezione nuova del bambino, considerato non solo bisognoso di assistenza, ma come individuo di esprimersi, valutare in certi casi, di prendere decisioni, n soggetto quindi, non un oggetto.
I diritti dei bambini o minori
1920 - Dichiarazione dei Diritti dell’Infanzia ( Eglantine Jebb Dama Croce Rossa )
carattere assistenziale.
1924 - Dichiarazione di Ginevra (assemblea Società delle Nazioni )
documento breve ma fondamentale per i diritti dei minori..
1942 - Carta dell’infanzia proveniente dall’ambito pedagogico
Sacralità della persona umana
1948 - II Dichiarazione di Ginevra (rielabora i 2 documenti)
Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, le condizioni dei bambini erano poco assimilabili alla situazione degli adulti
1959 - ONU : Dichiarazione dei diritti del fanciullo.
10 PRINCIPI
Il fanciullo ha diritto a:
1) Godere di tutti i principi senza discriminazione;
2) Speciale protezione per crescere sano e normale;
3) Nome e nazionalità;
4) Beneficiare della Sicurezza Sociale;
5) Educazione e cure speciali se diversamente abile;
6) Crescere circondato da amore e comprensione;
7) Educazione elementare gratuita e obbligatoria (gioco);
8) Essere tra i primi a ricevere protezione e soccorso;
9) Essere protetto contro ogni forma di crudeltà e sfruttamento;
10) Essere protetto contro ogni forma di discriminazione razziale e religiosa.

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