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domenica 27 marzo 2011

La virtù sta nel risparmio

Parlando di fonti energetiche, molto spesso si dimentica un aspetto importante: l'abuso che noi ne facciamo.
Dario P. interviene nel dibattito esponendo la sua opinione in maniera molto equilibrata e ponendoci un interrogativo molto interessante e forse imbarazzante:  perchè non impariamo a consumare di meno?




Ciao ragazzi.
Dopo quello che è successo in Giappone, molti si chiederanno se sia opportuno installare delle centrali nucleari in Italia. Anche i governi, in molte nazioni che già hanno adottato il nucleare, si stanno ponendo il quesito: le nostre centrali sono sicure o no? Vediamolo insieme. In Germania il capo dello stato Angela Merkel ha deciso di annullare la proroga per allungare la vita di alcune centrali costruite prima degli anni ’80 che verranno, invece, completamente smantellate. In Svizzera e in Austria l’Ufficio Federale per l’Energia ha sospeso il programma nucleare per rivederne le condizioni di sicurezza; anche la Francia, patria della (per dirlo alla francese) grandeur nucleare, si sta interrogando sulla sicurezza dei propri impianti. E in Italia, nonostante il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo abbia detto che l’Italia andrà avanti con il programma nucleare, è stata approvata, il 23 marzo, una moratoria di un anno.
Troppe persone hanno però le idee confuse su Fukushima: non sanno bene qual è il reattore giapponese più a rischio (che poi è il terzo perchè conteneva plutonio, a differenza dei reattori 1 e 2), non sanno di preciso quali sono i danni che il nucleare può provocare, anche perché l’opinione pubblica si lascia facilmente influenzare e prendere dal panico, a volte anche giustificato, ma non sempre motivato. Allora facciamo un po’ di chiarezza: la centrale di Fukushima era del 1971, di seconda generazione, e sarebbe dovuta andare in pensione nel febbraio di quest’anno, era stata progettata per resistere al terremoto e allo tsunami. Ora, al terremoto la centrale ha retto, ma l’onda dello tsunami era superiore ai 6,5 metri, altezza massima che poteva sopportare; per questo la centrale ha collassato e, in seguito all’accumulo d’idrogeno, sono scoppiati i reattori.
Adesso, però, le centrali sono di terza generazione, con standard  di sicurezza molto più elevati del passato. Non dimentichiamo che la crescita del consumo delle energie ottenute da combustibili fossili (carbone, gas e petrolio) ha creato non pochi problemi all’umanità, dall’ inquinamento al surriscaldamento, oltre alle difficili relazioni con i paesi produttori di petrolio (basti pensare alla Libia). Inoltre, nemmeno tali fonti sono del tutto esenti dal rischio di incidenti, ad esempio nel 1962 andò a fuoco una miniera di carbone in Pennsylvania, producendo emissioni di gas tossici e voragini nel terreno. Il nostro Paese deve, purtroppo, importare petrolio, carbone, metano ed anche l’uranio, per questo, piuttosto che aumentare le importazioni, sarebbe meglio risparmiare energia e, soprattutto, usarla in modo più efficiente.
Le fonti rinnovabili sono un settore in crescita e sono favorevole al fatto che l’Italia debba investire anche in energie alternative, che, tuttavia, non potranno coprire l’intero fabbisogno energetico italiano perché ci vorrebbe una superficie pari a metà Italia circa su cui installare impianti eolici e fotovoltaici. Dove la troviamo un’area cosi vasta? E il famigerato impatto ambientale? Forse ha ragione la Commissione Europea che obbliga a ridurre i consumi energetici del 20 per cento entro il 2020.

lunedì 21 marzo 2011

Quando la Terra s'arrabbia...

La riflessione sulle fonti di energia continua con delle riflessioni di Alessandra T. e Domiziana I. che prendono spunto da alcuni dei drammatici avvenimenti di questi giorni.


Sognando Chernobyl …
Sembrava non dovesse succedere mai più e invece proprio noi della nuova generazione, stiamo vivendo lo stesso incubo che vissero nel lontano 1986 i nostri genitori, allora adolescenti come noi. Stiamo parlando della possibilità di esplosione e/o sprigionamento di nubi tossiche dalle centrali nucleari del Giappone, devastato da un forte terremoto e da un devastante tsunami, che ha messo in ginocchio il Paese e che ha risvegliato in tutto il mondo l’incubo di Chernobyl. A scuola stavamo trattando proprio dell’energia nucleare con la nostra insegnante di Tecnologia: ci ha spiegato come si produce l’energia nucleare, dell’uranio e del plutonio come metalli altamente  radioattivi e si è soffermata con più attenzione proprio sul disastro di Chernobyl, raccontandoci come in prima persona avesse vissuto quell’esperienza e dei danni che ancora causa nella catena alimentare.
Chi poteva mai pensare di dover oggi  noi, ragazzi del 2011, assistere da spettatori inermi ad una simile tragedia! E che succederà se veramente dovesse esplodere un reattore?
Il Giappone continua a combattere per scongiurare una catastrofe nucleare che, dopo il terribile terremoto e lo tsunami dell’11 marzo, metterebbe in ginocchio tutto il paese. La situazione nella centrale nucleare di Fukushima, però, resta molto critica dopo che dal reattore numero 3, il più danneggiato e pericoloso perchè contiene plutonio, ha incominciato ad alzarsi una densa colonna di fumo.
Sì, è vero, le scoperte scientifiche e tecnologiche hanno migliorato il nostro tenore di vita, hanno modificato il nostro modus vivendi, hanno facilitato e allargato le nostre conoscenze e relazioni, andiamo e torniamo dalla Luna, ci incuriosisce Marte, cementifichiamo tutto … e, per fare tutto questo, sprechiamo tanta energia, tanta che il fabbisogno mondiale cresce sempre di più e, quindi, bisogna ricorrere alle energie alternative. Ma non ci accontentiamo del sole, del vento, delle maree, della geotermia … no, dobbiamo costruire centrali nucleari perché, forse, dietro ci sono interessi economici più consistenti, senza contare che per estrarre Uranio e Plutonio si sventrano rocce, si esautorano risorse alla natura, per cosa?
Anche le centrali di ultima generazione, le più avanzate tecnologicamente, costruite con tutti  i criteri della sicurezza, comunque producono scorie radioattive che non si possono smaltire, distruggere, le possiamo solo respirare, perché rientrano nella catena alimentare, alimentano il ciclo dell’acqua, entrano in tutti i cicli vitali.
E non dimentichiamoci la forza violenta che è in grado di sviluppare la natura, quando si scatena… E allora?
Il sole può bastare, il vento è nostro amico, le maree ci aiutano … seguiamo i ritmi naturali e utilizziamo ciò che la natura ci regala in abbondanza!

domenica 20 marzo 2011

Che forza la Natura!

L'argomento dell'ambiente è gettonatissimo. Teresa S. risponde ai nostri paladini con un contributo sulle energie rinnovabili. Leggiamolo insieme



 
Energie Rinnovabili?

Sappiamo che le fonti energetiche sono di due tipi: rinnovabili e non rinnovabili.
Quelle non rinnovabili sono il petrolio, il carbone e il gas naturale ma queste energie sono troppo costose e prima o poi si esauriranno, quindi si è pensato di investire sulle energie rinnovabili che, trovandosi in natura sono inesauribili. Quest’ultime sono di cinque tipi: Energia Solare, Energia Eolica, Energia Geotermica, Energia Idroelettrica e Energia Nucleare.
L’Energia Solare si ottiene sfruttando il calore emesso dal sole sulla Terra. Esistono due modi: nel primo la radiazione viene concentrata in pannelli e specchi solari consentendo all’energia di trasformarsi in calore. Nel secondo si trasforma la luce in energia elettrica grazie alla cella fotovoltaica.
L’energia Eolica è data dalla trasformazione del vento in forme di energia. Visto che il vento è incostante nella direzione e nella velocità, il suo sfruttamento richiede l’istallazione di impianti abbastanza costosi.
L’Energia Geotermica è un’ energia limitata perché sfrutta i vapori che arrivano dalle sorgenti d’acqua del sottosuolo. Può essere utilizzata a scopi termali ma viene convertita anche in energia elettrica.
L’Energia Idroelettrica nasce dal movimento di masse d’acqua che producono energia elettrica. Può essere ricavata dal corso dei fiumi con dighe e laghi artificiali.
L’Energia Nucleare trasforma l’energia prodotta da un reattore nucleare in energia termica e quindi in energia elettrica. In alcuni è molto usata, in altri, come in Italia, il suo uso è proibito oppure limitato a causa del rischio di contaminazioni radioattive e di disastri nel caso in cui dovesse scoppiarne una (come successe a Cernobyl).

E in Molise?

Anche nelle regioni più piccole ci sono tanti problemi riguardanti l’energia e il Molise li ha affrontati e li sta affrontando tutt’ora.
La nostra regione, da anni, sfrutta le energie rinnovabili e ha 275 impianti: 26 idrici, 18 eolici, 228 solari, 3 a biomasse e rifiuti.
L’energia che utilizziamo di più è quella eolica. Il Molise è stata la prima regione a installare delle pale eoliche  sulle proprie colline e d’allora non ha smesso di utilizzarle; tant’è che la Regione ha deciso di installarne altre a Termoli, proprio nel mare! Questa decisione ha innescato molte polemiche e proteste perché le pale hanno rovinato il paesaggio e si teme che questo possa influire sul turismo ancora poco sviluppato.
C’è un’altra questione che sta facendo discutere molto in Molise: l’impianto di una centrale nucleare. Ovviamente questo ha diviso l’opinione pubblica: i contrari dicono che una centrale nucleare è troppo rischiosa per le scorie radioattive che emetterebbe, per il loro smaltimento e per la sicurezza dell’impianto, tant’è che se esplodesse, distruggerebbe l’intero Molise, i favorevoli invece suppongono che una centrale nucleare sarebbe un buon modo per risparmiare sull’energia e che i rischi di un’esplosione sono diminuiti. Ora, con quello che è successo al reattore di una delle centrali del Giappone, dopo il terribile tsunami, credo che installare una centrale nucleare diventerà davvero molto difficile. 
Secondo me, le energie rinnovabili sono un buon modo per risparmiare perché, pur con costi elevati degli impianti, eviterebbero la dipendenza economica dai paesi esportatori di petrolio.
Per quanto riguarda l’energia nucleare io non sono molto favorevole perché non c’è la totale sicurezza degli impianti e nello smaltimento delle scorie radioattive. Infatti ancora oggi continuiamo a respirare le sostanze tossiche che sono rimaste nell’aria dopo l’esplosione di Chernobyl.
E voi che ne pensate?

Musica, musica

Ed infine qualche rima in musica:

Siamo quattro.
Siamo alunni d'assalto.
All'Agente Lisa un rap ambientale,
vogliamo dedicare.




Il RAP DELL’AGENTE LISA

Si lamenta Lampadina
sui soffitti ed in cucina.
Qui nessuno  mai la spegne
e la camera risplende
 dello stereo sai che dire! 
in standby non si  sta a sentire!
così anche la Tv  ed il led  
non ne può più!

Cari amici quanti sprechi !
Alla Terra  ciò fa male
Lo dobbiamo ben capire,
qui c’è un mondo da salvare
Troppi gas da respirare,
troppe cose da buttare
che  possiam  riutilizzare
forza uniti più che mai!

Che fantastica quell’auto,
sfreccia come un bel siluro
Ma tu credi  per il mondo
sia un bene di sicuro?
Non va bene così, uffa!
Grida l’aria su che sbuffa
Stufa di essere inquinata,
non le piace esser sporcata!

Cari amici quanti sprechi!
Alla Terra ciò fa male
lo dobbiamo ben capire
qui c’è un mondo da salvare
Qui dobbiamo fare il punto
ed andare dunque al  centro
tutti uniti per salvare la natura
 e il suo reame
Troppi gas da respirare,
troppe cose da buttare
che  possiam  riutilizzare
forza uniti più che mai!

Tutto si ricicla, nulla si distrugge

Ecco ancora qualche consiglio da parte dei nostri paladini dell'ambiente
 

Nulla si può semplicemente buttar via
Mettiamo che  abbiamo voglia di una tavoletta di cioccolato.  La tavoletta è impacchettata con della carta e un sottile foglio di alluminio.  Finita la cioccolata, appallottoliamo la confezione e la buttiamo nella spazzatura.  Giù il coperchio!  Via i rifiuti! Ma questo vale solo per noi e qui sta il problema.
Nulla si può semplicemente buttar via.  Tutto ciò che è presente sulla Terra, in qualche modo si conserva: non si distrugge, si trasforma solamente in un'altra sostanza.
Prendiamo la confezione della cioccolata.
Passa dal secchio al bidone delle immondizie.  Da qui sparisce nel camion che la porta alla discarica o all'inceneritore.
Alla discarica la nostra confezione, ridotta a una pallottola, sta accanto ad altri rifiuti sopra un mucchio enorme.
La carta si disfa lentamente, marcisce, inserendosi così nel ciclo naturale: la sua materia prima infatti è il legno.  Non sparisce, torna semplicemente in circolo.
Il foglio di alluminio invece resta tale e quale, non si dissolve: è eterno.
E cosa succede quando la confezione della nostra cioccolata va a finire nell'inceneritore? Sparisce?
Non è vero!  Quando il nostro rifiuto brucia, produce gas e cenere.  Fumo e gas finiscono nell'aria e una parte di questi ricade sulla Terra.
La cenere resta come residuo sul fondo del forno  e deve essere sistemata in speciali discariche
Il caso della nostra carta argentata era solo un esempio per capire come sia impossibile far sparire completamente qualcosa.  Perciò non è sorprendente avere dei problemi con i rifiuti.  Tutti ne hanno sentito parlare: i rifiuti crescono a montagne! 
Rischiamo di soffocare nei rifiuti!
Qualcuno ha anche avuto l’idea di spedire i nostri rifiuti nello spazio!
Nei paesi industrializzati ogni persona produce 250-750 chili di rifiuti all'anno.  A questi si devono aggiungere le enormi quantità di rifiuti industriali. Sulla Terra ci sono più di 5 miliardi di individui.  Tutti insieme generano quantità incredibili di spazzatura.  Molte sostanze preziose vengono buttate via anche se potrebbero essere riciclate; molte sostanze nocive finiscono tra i rifiuti, minacciando il nostro ambiente. Morale: anche se il problema è enorme, bisogna in qualche modo porvi rimedio.
In ogni parte del mondo, oggi come sempre, vi sono persone che vivono dei rifiuti, rovistando nei bidoni della spazzatura o nelle grandi discariche: sono sempre i più poveri a farlo.  Ancora oggi moltissimi bambini del Terzo Mondo si sfamano tra i bidoni dei rifiuti, raccogliendo quello che gli altri buttano via con noncuranza.  La spazzatura è una parte della nostra vita.  Essa ha sempre preoccupato le comunità degli uomini, creando loro ogni tipo di problema  e oggi ciò continua ad accadere, anche se i problemi cambiano.
Perciò, cari ragazzi
IMPARIAMO A RIFIUTARE!!!

Quanta spazzatura: ma dove corre? Dove va?

Continua la riflessione dei nostri strenui paladini dell'ambiente.


Perchè i rifuti sono un problema?
  • ne produciamo troppi: negli ultimi 5 anni la quantità di rifiuti prodotta da ogni abitante è aumentata in media da 380 kg a 425 kg all'anno;
  • nelle discariche non c'è più spazio.. 
  • i costi stanno aumentando..
  • l'educazione ambientale è carente: troppo spesso gli utenti sono male informati o, peggio ancora, assumono iniziative di testa propria che provocano danni per tutti;
  • le discariche abusive provocano un aumento dei costi e fanno perdere tempo ed energie.
Leggiamo attentamente il materiale che ci viene distribuito!

La Classificazione dei rifiuti
I rifiuti possono essere classificati in molti modi, in base alla provenienza o in base alle caratteristiche.
Semplificando molto le cose, le classi più importanti sono:
I Rifiuti Solidi Urbani: sono quelli che provengono dalle utenze domestiche (ossia dalle abitazioni), dalla pulizia delle strade o dalle aree verdi. Comprendono i rifiuti ingombranti e alcuni tipi di rifiuti provenienti da locali diversi dall'abitazione (es. i negozi) quando essi sono del tutto simili a quelli domestici (si parla, infatti, di rifiuti assimilati).
I Rifiuti Speciali: sono quelli che provengono da locali e luoghi diversi dall'abitazione, ossia dalle attività produttive (gli agricoltori, i commercianti, gli artigiani, i servizi, ecc.). Comprendono anche i veicoli a motore (e loro parti). Se sono simili agli urbani possono essere ri-classificati come assimilati.
I Rifiuti Pericolosi: sono classificati in base alle loro caratteristiche. Sono quelli che contengono sostanze che possono inquinare l'ambiente (ad es. le pile, le batterie per auto o i frigoriferi che contengono gas dannosi per l'ozono).
La distinzione è importante perché la Legge stabilisce, per ognuno di essi, precisi obblighi e responsabilità. L'Unione dei Comuni, ad esempio, ha l'obbligo di ritirare i rifiuti solidi urbani ma non quelli speciali.
Chi volesse avere maggiori dettagli può vedere il Decreto Legislativo n°22 del 1997 (il cosiddetto Decreto Ronchi) ed il successivo Decreto 152 del 2006 che lo ha sostituito.

Come produrre meno rifiuti
Possiamo produrre meno rifiuti nel momento stesso in cui facciamo i nostri acquisti: 
* Utilizziamo le borse della spesa in tessuto o portiamoci le buste da casa. Meglio una busta grande che due o tre piccole.
* Evitiamo le miniconfezioni. Meglio i formati famiglia, si risparmia anche sul prezzo unitario.
* Evitiamo i prodotti usa e getta. Ciò che si risparmia sul costo si paga quando diventano rifiuti.
* Evitiamo gli imballaggi doppi o inutili. Cerchiamo sugli imballaggi il simbolo del riciclo.
* Scegliamo i prodotti locali e frutta e verdura di stagione. Eviteremo le confezioni e aiuteremo l'economia locale;
* Compriamo i prodotti a peso (es. frutta e verdura) o al banco (es affettati o formaggi). 
* Evitiamo le confezioni già pronte.
*Preferiamo gli imballaggi fatti in materiale riciclabile, quelli salvaspazio, le ricariche con il prodotto concentrato da diluire a casa;
* Quando compriamo gli elettrodomestici prendiamo quelli più resistenti, riparabili in zona, con consumi energetici ridotti (classe A);
* Compriamo pile ricaricabili con il relativo caricatore. Possiamo usarle per gli orologi di casa, le sveglie, il telecomando, gli apparecchi digitali. Il costo iniziale è più alto ma non dovremo più comprare le pile usa e getta.

Piccolo promemoria del perfetto "differenziatore"
Ricordiamoci che possiamo riciclare differenziando:
Vetro:
  • bottiglie (anche con tappo);
  • vasi (anche con coperchio in metallo);
  • bicchieri;
  • vetri vari anche se rotti;
  • cristallo.
Alluminio:
  • lattine (con simbolo AL);
  • scatolette e lattine in banda stagnata;
  • contenitori in metallo (pelati, tonno);
Plastica:
  • bottiglie di acqua e bibite;
  • shampoo;
  • flaconi per detergenti;
  • prodotti cosmetici liquidi;
  • contenitori per liquidi in genere;
  • film di nylon;
  • borsette;
  • polistirolo.
Carta e cartone:
  • giornali e riviste;
  • libri, quaderni;
  • fotocopie e fogli vari;
  • cartoni piegati;
  • imballaggi di cartone;
  • scatole per alimenti;
  • cartone per bevande.
Umido:
  • scarti di cucina;
  • avanzi di cibo;
  • alimenti avariati;
  • gusci d'uovo;
  • scarti di verdura e frutta;
  • fondi di caffè;
  • filtri di the;
  • escrementi, lettiere di piccoli animali.
Rifiuti da discarica:
  • gomma,
  • cassette audio e video;
  • CD;
  • cellophane;
  • piatti e posate di plastica;
  • secchielli;
  • bacinelle;
  • giocattoli;
  • penne;
  • piccoli oggetti in plastica e bakelite;
  • carta carbone;
  • carta oleata;
  • carta plastificata;
  • calze di nylon.
Differenziamo
e il mondo preserviamo!






Dimmi cosa butti e ti dirò chi sei

Aiuto: Giada C., Silvia D., Riccardo D., Yulia G. e Chiara P. sono irrefrenabili. Vogliono dire ancora la loro sull'ambiente. Glielo concediamo? Si! Ma a patto che siano brevi. Cominciamo con la prima parte.



Elenchiamo i RIFIUTI che i ragazzi come noi producono:
• Carta di merendine;
• Lattine;
• Cibo avanzato;
• Fogli di carta;
•  Giornali vecchi;
•  Scatole di biscotti;
•  Tovaglioli di carta;
•  Fazzoletti di carta;
•  Bottiglie di plastica;
•  Sacchetti delle patatine;
•  Brick succhi di frutta;
•  Imballaggi di plastica;
•  Carta caramelle;
•  Bicchieri, piatti e posate di plastica;
•  Barattoli di plastica.
ma … i RIFIUTI cosa sono?
I rifiuti sono gli scarti di ogni genere che buttiamo via perché hanno esaurito la loro funzione o il loro contenuto.
Possono essere: 
A) rifiuti urbani o civili: sono prodotti dall’uomo e costituiti da  materiali a volte riciclabili a volte non riciclabili
B) rifiuti organici o biodegradabili: sono tutti quei rifiuti che si  trasformano naturalmente in  altre  sostanze riutilizzabili
Ci siamo anche chiesti: «ma in natura esistono i rifiuti?»
In natura tutto ciò che è uno scarto si trasforma in modo naturale in altre sostanze che vengono riutilizzate da altri esseri viventi.
Gli scarti dell’uomo sono spesso non biodegradabili e quindi non possono trasformarsi naturalmente in sostanze riutilizzabili.
Il ciclo dell’uomo e’ aperto: scarto = rifiuto
Classifichiamo i nostri rifiuti giornalieri in:
        CONTENITORI                                  NON CONTENITORI
•  carta merendine                                               cibo avanzato
•  lattine                                                               fogli di carta
•  scatola biscotti                                                 giornali vecchi
•  bottiglia plastica                                                tovaglioli di carta
•  sacchetti patatine                                              fazzoletti di carta
•  brick succhi di frutta                                         bicchieri carta
•  imballaggi plastica                                             piatti di carta
•  carta caramelle                                                 posate di plastica
•  barattoli
    


Siamo pieni di energie

Giada C., Silvia D., Riccardo D., Yulia G. e Chiara P. approfondiscono la riflessione sull'ambiente e ci propongono un fumetto sulle energie alternative realizzato dalla mano sapiente di Simone D.













venerdì 18 marzo 2011

"Rifiutiamo?"


Un altro importante argomento di discussione proposto da Giada C., Silvia D., Riccardo D., Yulia G. e Chiara P. è quello dei rifiuti e del riciclaggio: guardiamo insieme il loro video "Impariamo a rifiutare"